lunedì 19 aprile 2010

testimoniare agli arabi non è impossibile!

Non è sempre possibile testimoniare con solo la dolcezza. A volte incontrando persone musulmane di tipo "radicale", per aiutarle bisogna essere decisi, scrollarle, ma allo stesso tempo non infierire sulla povera anima.
Ricordiamo l’esempio che ci lascia che con i "dotti" replicava anche in modo tagliente e in quattro e quattr'otto li metteva a tacere. Ma ciò nonostante, Gesù continuava ad amarli. Egli sapeva che per aiutarli a riflettere doveva scuoterli, e in certi casi, anche parecchio.
Un giorno passeggiavo con la mia famiglia, era un giorno splendente, e ci godevamo una passeggiata nella nostra città. Ad un tratto ho incrociato due giovani nordafricani che parlavano benissimo l'italiano. Decisi di entrare in azione . Non si sa mai se possa essere per loro il giorno dell’incontro speciale della loro vita: dell’incontro con Dio.
Li salutai in arabo. Loro risposero cortesemente. A quel punto cominciai a parlare in arabo dicendo: «Spero che stiate bene e desidero il vostro bene da parte di Dio». (Un saluto formale adatto per il loro contesto culturale). Loro ringraziarono contenti e mi contraccambiarono. Poi dissi loro: “Mentre siete in Italia approfittatene per leggere il Vangelo per ottenere vere benedizioni.” Uno di loro rispose senza fare complimenti: "Leggo già il Corano. Il Corano è l'ultimo libro e Maometto è l'ultimo profeta". Si stava già difendendo? Voleva sottolineare che era un «giusto»?
Allora io spiegai: "Come puoi credere che il Corano è la parola di Allah? Non è Gesù Colui che è chiamato «la Parola di Allah» (Kalimatullà) dallo stesso Corano? Maometto è anche lui chiamato la parola di Allah?”
Per un istante non volevano rispondere, forse per non darmi ragione; ma poi dissero: “No!”
Io allora con fermezza dissi:
“Quindi il Vangelo è Parola di Dio mentre il Corano non lo é."
A proposito di Maometto, invece, nominato l’ultimo profeta, gli corressi le idee in questo modo sinteticamente: "Profeti veri e falsi ne sono venuti tanti, ma il Salvatore dai nostri peccati é solo UNO, Gesù il Messia” (a questo punto, solitamente, spiego la parola MesiH tratta dal verbo meseHe). “Quando andrai davanti a Dio, anche se ripeterai la confessione di fede che hai detto a me, non potrai essere salvato dall'inferno, perché hai mancato di seguire con la fede l'Unico che poteva salvarti: Gesù il Salvatore della tua anima.”
L'altro ragazzo, che non aveva ancora parlato, insorse con la frase ripetitiva che il Corano è la parola di Dio ultima e la perfetta rivelazione (saltavano di palo in frasca, come succede sempre). Io allora tagliai corto e chiesi: "Al tuo Paese natìo chi ha sempre ragione, il più vecchio o il più giovane?" Lui rispose come supponevo: "Il più vecchio!” “Allora dicasi altrettanto del Vangelo e del Corano... quale di loro è più vecchio?" Mentre li lasciavo visibilmente sbalorditi, li salutai. Loro risposero al mio saluto ed uno di loro aggiunse, mentre andavo via: "Grazie!”.

Hanif